
Nella cultura popolare salentina la civetta è considerata un animale legato alla saggezza, alla protezione e alla capacità di vedere oltre ciò che è visibile. La sua presenza notturna e il suo sguardo vigile l’hanno resa un simbolo benevolo, capace di custodire la casa e allontanare le energie negative.
Nonostante in passato fosse talvolta associata al malaugurio – una credenza nata da superstizioni e interpretazioni errate – oggi la civetta è riconosciuta come un portafortuna positivo e ricco di significato.
Origini e significato
La civetta ha radici simboliche molto antiche. Per i Greci era l’animale sacro alla dea Atena (Minerva per i Romani), divinità della sapienza e delle arti. Da questa associazione deriva anche il suo nome scientifico.
Nel Salento, la presenza della civetta nella tradizione locale è testimoniata anche dallo stemma di Galatina, dove compare la “cuccuvàscia”, simbolo che risale all’epoca della fondazione della città, considerata da alcuni studiosi una colonia greca dedicata proprio alla dea.
Questa eredità culturale ha contribuito a radicare la civetta come emblema di conoscenza, protezione e vigilanza.
Significato simbolico
Nella tradizione popolare la civetta rappresenta:
- saggezza e intuizione
- protezione della casa
- capacità di vedere nel buio
- guida e consapevolezza
- equilibrio e armonia
Il suo sguardo attento e la sua natura notturna la rendono un simbolo che unisce mistero e benevolenza.
La civetta nell’artigianato locale
Oggi la civetta in terracotta o ceramica è un oggetto molto amato nell’artigianato salentino. Viene regalata come portafortuna alle persone care o acquistata come oggetto da collezione.
Gli artigiani la realizzano con occhi grandi e dettagli decorativi che ne esaltano il carattere simbolico. Ogni pezzo è unico e porta con sé la memoria di una tradizione antica, che continua a vivere attraverso forme e colori contemporanei.
